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concerto di Tramonti

Il Concerto di Tramonti – Cunciert’: Un Concerto di erbe aromatiche

E’ uno dei liquori più antichi della Costiera Amalfitana, un distillato di erbe aromatiche scuro e molto denso, dalle spiccate proprietà digestive, realizzato per la prima volta nel Regio Conservatorio dei Santi Giuseppe e Teresa, nella frazione di Pucara a Tramonti. Stiamo parlando del Concerto, il cui nome fa chiaramente riferimento all’armonia degli ingredienti necessari per la sua preparazione.
Le religiose, avendo a disposizione molte varietà di erbe e spezie come liquirizia, finocchietto, chiodi di garofano, noce moscata, stella alpina e mentuccia, idearono questo meraviglioso infuso con l’aggiunta di orzo e caffè.
Il concerto era anticamente usato come panacea per tutti i mali e le anziane massaie di Tramonti sono tutt’ora convinte delle sue qualità magico-terapeutiche. Ancora oggi è abitudine offrirne un bicchierino (“‘na presa e’ cunciert”) agli amici e parenti in segno di ospitalità.
Normalmente prodotto a livello casalingo, è possibile acquistare una bottiglia di concerto anche presso uno dei tanti laboratori artigianali della Costiera Amalfitana. L’aggiunta all’infuso di orzo e caffè, non solo ne determinano il sapore ma donano al composto il colore scuro e la consistenza densa, elementi che lo caratterizzano e lo rendono un prodotto unico.
A Tramonti, le dosi per produrlo si tramandano di famiglia in famiglia, con l’apporto di piccoli accorgimenti per portare in tavola un liquore che non solo rappresenti un buon fine pasto ma che sia anche un simbolo di ospitalità nelle case e una traccia di continuità del passato.
Ciò che prima rappresentava una panacea per combattere tutti i mali è diventato negli anni una bevanda tanto richiesta per il sapore unico e ancor oggi viene consumato per le qualità benefiche, terapeutiche e digestive che possiede.
Dal sapore intensamente dolce e dalle note speziate, è prodotto con un intruglio di erbe reperibili in dosi già stabilite presso le erboristerie della zona costiera o anche in farmacia.
Per la produzione di questo rosolio, c’è bisogno di molto tempo di attesa, circa una quarantina di giorni di macerazione da parte di alcol e spezie, seguita da una successiva filtrazione e una conseguente aggiunta dello sciroppo ottenuto con orzo, caffè e zucchero.
Una volta imbottigliato, si lascia maturare per almeno due mesi e successivamente consumato da solo o anche in diverse preparazioni, prima fra tutte quella delle melanzane con la cioccolata, ricetta tipica del ferragosto maiorese.
C’è chi preferisce aggiungere all’infuso scorze di agrumi, arance e limoni, per un sapore più deciso ma resta il fatto che reperire la ricetta originale è cosa segreta ed ardua.

Ricetta Concerto
Una dose preconfezionata per concerto (da acquistare presso le erboristerie o le farmacie della Costiera Amalfitana), 1 lt. di alcool, una buccia di limone, 1 kg. di orzo marinato, 2,5 kg. di zucchero, 6 tazzine di caffè.
Per chi è impossibilitato a comprarla, ecco la composizione di una dose:
Ingredienti:
1 dose di erbe e spezie per un litro di caffe- per chi è impossibilitato a comprarla

invece:
25 gr. anice volgare
15 gr. anice stellato
15 gr. cannella a stecca
10 gr. chiodi di garofano
25 gr. coriandolo
25 gr. ginepro in bacche
25 gr. sandalo rosso
20 gr. calamo aromatico
1 noce moscata

1 litro di alcol
1 buccia di limone
1 kg. orzo macinato (non solubile)
2 kg e ½ zucchero
6 tazzine di caffè espresso
4 litri di acqua

Comporre un miscuglio con tutte le erbe e le spezie tritate finemente e lasciarle in infusione nell’alcol per circa 40 giorni, con l’aggiunta della buccia di limone.
Trascorso questo periodo, far bollire i litri di acqua con l’orzo e una volta raggiunta l’ebollizione, lasciar riposare il liquido per almeno due giorni.
Filtrare il composto ottenuto con l’orzo ed aggiungervi lo zucchero, lasciando il liquido sul fuoco moderato. Quando lo zucchero si sarà sciolto aggiungere il caffè.
Filtrare l’alcol e privarlo di tutte le spezie.
Mescolare fra loro i due liquidi ottenuti.
Conservare in bottiglie di vetro e dopo due mesi dalla preparazione, imbottigliare..

Antonio Grosso storico e ricercatore gastronomico