Devo essere onesto, schietto e sincero, ma stasera ho deciso di essere un turista-escursionista alla ricerca delle bellezze e delle prelibatezze del territorio e ho voluto sperimentare il percorso gastronomico del ristorante Pineta 1903 di Carlo de Filippo. Un percorso realizzato con la giusta e doverosa cura e premura…tipica di chi ha a cuore il territorio, il rispetto delle materie prime e la creatività dei maestri del gusto, nel nostro caso Giuliano Donatantonio, il quale propone una cucina che, di stagione in stagione, valorizza le ricchezze della terra e del mare proponendo abbinamenti derivati dalla tradizione realizzati attraverso preparazioni artigianali dove qualità e freschezza sposano estro e gusto. Non avevo dubbi, ma stasera ho avuto la riconferma di ciò che sapevo da anni: in ogni preparazione proposta oltre agli equilibri tra sapori, saperi e cromatismi, si respirava passione ed amore. Ogni piatto proposto ha rappresentato a pino simbolo, rito, identità, consumo e salute, storia e territorio con un linguaggio semplice e pulito, immediato e carezzevole,…..rappresentando non solo i legami fra i diversi “attori sociali” con il territorio di appartenenza, ma l’’intreccio tra corpo e anima, materia e spirito, esteriorità dell’etichetta e interiorità dell’etica. Una vera esplosione di sapori ..una magia che incanta e sazia….grazie amico mio…alcuni dei tanti piatti mangiati

focaccia con grani antichi con tonno affummicato, rughetta allo sfusato ( nel mio caso lo chef ha messo anche lo zenzero), noci e mele annurche

il sartù di riso alla napoletana

melanzane grigliate con provola di tramonti e bottarga di tonno su crema di zucchine

scarole ripassate con capperi, olive, acciughe e pinoli con baccala fritto

scamarro di spaghetti

tortino di ortica, broccolo romano e pesce spada

zuppetta di farro e fagioli con seppie croccanti e peperone crusco

Antonio Grosso ricercatore e scrittore